cultural territorial networks

productive heritage

 

3.1 La strada del Rosso Conero

 

Strada del Rosso Conero Il promontorio del Conero è un meraviglioso ambiente per la coltivazione delle uve rosse. Un microclima continuamente ravvivato dalle brezze marine e un terreno calcareo, povero ma di grande struttura, permettono al vitigno di Montepulciano di esprimere nel Rosso Conero una tipicità impossibile altrove. Un microclima continuamente ravvivato dalle brezze marine e un terreno calcareo, povero ma di grande struttura, permettono al vitigno di Montepulciano di esprimere nel Rosso Conero una tipicità impossibile altrove. Lungo la strada del Rosso Conero, tra ginestre, corbezzoli e ligustri, si possono scoprire le piccole vigne che, ora silenziosamente aggrappate a impervi costoni, ora voluttuosamente adagiate su morbide colline, fanno di ogni Rosso Conero un crù meritevole di essere scoperto e assaggiato nelle splendide cantine che ne punteggiano il territorio. ROSSO CONERO D.o.c. dal 1967 Vino di fama recente, è indubbiamente un grande, da inserirsi tra i pregiati “rossi” italiani. Zona di produzione: viene prodotto lungo il promontorio del Monte Conero, a sud est di Ancona, e colline discendenti. Il Vitigno: Montepulciano min. 85%. Le Tipologie: Rosso Conero e Riserva. Aspetto: color rosso rubino intenso, limpido e brillante, con sfumature violacee. Profumo: gradevole e vinoso nel primo periodo; lascia emergere odori fruttati e floreali in maturità. Gusto: sapido, armonico, asciutto, secco e ricco di corpo; acquisisce morbidezza in maturità. Gradazione alcolica: 11,5 – 12,5°. In cucina: ottimo sugli arros ti di carni bianche e rosse, sul “coniglio in porchetta”, apprezzato con sardoni scottadito, è abbinato allo stoccafisso all’anconitana; temperatura di servizio 18°.‘Rosso Conero’ road The Conero promontory is a marvellous environment for red grape gowing. A microclimate constantly refreshed by sea breezes and with chalky soil, poor but well structure, gives a unique character to the Montepulciano grape when expressed in the Rosso Conero. All along the Rosso Conero road, amongst the broom, strawberry trees and privet bushes can be discovered the small vines which sometimes silently cling onto inaccesible ridges, sometimes voluptuosly laid across soft hills. These give every Rosso Conero a crù worthy of being discovered and tasted in the splendid cellars and taverns across the region. ROSSO CONERO D.o.c. from 1967 A wine of recent fame but undoubtedly a great and amongst the most prestigious Italian reds. Production area: along the Mount Conero promontory, to the southeast of Ancona, and the surrouding hills Grape variety: Montepulciano, min. 85% Tipology: Rosse Conero and Riserva Description: Intense ruby red, clear and glossy, with purplish shades Aroma: initially rich and pleasantly vinous, with more complex fruity and floral scents emerging in maturity Flavour: sapid, warm and harmonious, dry and with a rich body, and acquiring ever greater softness with maturity. Alcohol content: 11.5% - 12.5% Accompaniment: Excellent with roast white and read meats (e.g. ‘coniglio in porchetta’), grilled anchovies, or paired with stocafissio all’Anconitana; serving temperature 18°C.

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3.2 Mosciolo selvatico di Portonovo

 

Il Mosciolo Con il nome "Mosciolo" (cozza) si intende il mitilo pescato nella zona di Portonovo di Ancona e precisamente nel tratto di mare che va da Pietralacroce ai Sassi Neri di Sirolo.Il "Mosciolo" (cozza )ha una conchiglia ovolinata, allungata e schiacciata nella parte opposta al bisso con il quale si attacca agli scogli. Ha un colore nero violaceo all'esterno mentre all'interno è madreperlaceo. Caratteristica subito evidente è la ricchezza di concrezioni che lo distinguono dalla cozza di allevamento ed ovviamente il tipico profumo di mare. Viene pescato con l'aiuto del subacqueo, munito di appositi rampini, per strappare il "Mosciolo" (cozza) dagli scogli. Ad Ancona, i moscioli sono le cozze o mitili (Mytilus galloprovincialis), "selvaggi", quelli cioè che si riproducono naturalmente e vivono attaccati agli scogli sommersi della costa del Conero. Il mollusco pescato nel mare del Conero è un prodotto di elevata qualità, che si distingue nettamente dalle cozze di allevamento. Responsabile Slow Food del Presidio Franco Frezzotti, tel. +39 071 2812404 +39 347 7561090 [email protected] Referente dei produttori del Presidio Sandro Rocchetti, tel. +39 071 801166 +39 071 801166 The Mosciolo (Wild Mussels) The word ‘mosciolo’ refers to the mussels fished locally around Portonovo, in particular the stretch of sea from Peitralacroce to the Sassi Neri beach. The mussel has an oval shape, long and slightly squashed on either side of the byssus which they use to attach themselves to the rocks. It has a purplish black colour on the outside whilst the inside is mother of pearl. Along with the obvious sea fragrance, these characteristics immediately distinguish it from farmed mussles. Moscioli are farmed with the help of scuba divers, equipped with fishing hooks to prise the moscioli from the rocks. In Ancona, moscioli are considered ‘wild’ mussels, those which are found naturally submerged of the Conero coast. It is a product of great quality, utterly distinct from the farmed mussel. Presidium Coordinators: Franco Frezzotti, tel. +39 071 2812404 +39 347 7561090 [email protected] Sandro Rocchetti, tel. +39 071 801166

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3.3 Enogastronomia Le tradizioni culinarie e i vini DOC

 

Enogastronomia Le tradizioni culinarie e i vini DOC LEGGI E GUARDA Enogastronomia Terra e mare costodiscono numerose tradizioni, anche culinarie. Dalla terra, il miele millefiori, l'olio extravergine d'oliva ed il vino, prodotto con le uve Montepulciano e Sangiovese. Dal mare, il pesce ed il celebre mitilo detto 'mosciolo', pescato nelle acque cristalline in cui si affaccia il Monte. Il Conero è anche noto come 'terra dei vini e vitigni' e, soprattutto, come 'terra del 'Rosso Conero'. Il territorio è geologicamente adatto alla coltivazione delle uve rosse ed il microclima contribuisce, con le sue brezze marine, a rendere i vitigni particolarmente produttivi. Vino La produzione di vino nella Marca Dorica (l’area del Conero) fonda le sue radici già intorno al X sec. a.c., avviata dagli Etruschi. Da allora la viticoltura è andata via-via sviluppandosi, facendo crescere la qualità del prodotto enologico del Conero. Il Rosso Conero è fatto usando prevalentemente uve Montepulciano, ma il Disciplinare di produzione prevede la possibilità di aggiungere uva Sangiovese per una quantità che non superi il 15%. Quasi tutte le aziende, però, utilizzano Montepulciano in purezza. Il riferimento geografico della zona di produzione è il promontorio del Monte Conero sul mare Adriatico, a sud est di Ancona e le colline discendenti. Interessa sette comuni, Ancona, Camerano, Numana, Offagna, Sirolo ed in parte Castelfidardo e Osimo per un totale di 200 ettari di vigneti. Un' area di nicchia, caratterizzata da terreni differenti, con le marne e le marne calcaree delle propaggini del monte, le argille e le argille marnose di Camerano e Osimo e le sabbie della zona di Offagna. Il clima, caratterizzato da estati secche ed autunni miti, aiuta non poco la formazione dell’inconfondibile nettare rosso. Il Consorzio per la tutela del Rosso Conero è nato nel 1966 e comprende tutti i produttori della zona. La Denominazione di Origine Controllata è arrivata nel 1967 e presto la tipologia Riserva, che prevede due anni di invecchiamento a decorrere dal 31 Marzo seguente a quello di produzione delle uve. Tra i riconoscimenti qualitativi arrivati c' è quello della Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Il Rosso Conero ha un colore rosso rubino intenso e i suoi profumi ricordano la frutta rossa come more e ciliegie, con note speziate e balsamiche. La gradazione alcolica minima parte da 11,5°, mentre per la Riserva deve essere di un grado superiore. E' consigliato berlo dopo due o tre anni di invecchiamento e la sua struttura permette di conservarlo anche per piu' tempo fino ad arrivare a sei sette anni per la Riserva. Si sposa con i sapidi salumi Marchigiani ed alle paste condite con sughi di carne, alla selvaggina, al brasato ed è ottimo con il pecorino di fossa. Miele o Millefiori (o multiflora o poliflora) Si ottiene dalla trasformazione da parte delle api del nettare raccolto su moltissime specie botaniche che ne caratterizzano il prodotto finale, ovvero con qualità organolettiche (sensazioni olfatto-gustativi e aspetto visivo) particolari. Caratteristiche organolettiche Si presenta cristallizzato con colore che varia da chiaro a beige scuro-nocciola e a volte con tonalità gialle più o meno intense (in relazione alla concentrazione di nettare di girasole); odore e aroma di media intensità, vegetale-fruttato, e/o di paglia, e/o di tipo floreale-fruttato. Caratteristiche microscopiche (o melissopalinologiche) Presenza di leguminose quali sulla (Hedysarum coronarium), tipica dei suoli argillosi e di mieli prodotti nel centro-sud d'Italia, trifoglio (Trifolium repens), ginestrino (Lotus corniculatus), erba medica (Medicago sativa), associate al girasole (Helianthus annuus), asparago selvatico (Asparagus acutifolius), rovo (Rubus ulmifolius, ecc.), crucifere, Rhamnaceae, composite, umbellifere, erba strega (Stachys annua) ecc. Miele di Melata La melata è appetita dalle api che la raccolgono su molti vegetali e la trasformano in un miele con spiccata tipicità. Generalmente rappresenta il secondo raccolto, quello estivo. Costituisce una produzione particolare e con caratteristiche organolettiche microscopiche (o melissopalinologiche) e chimico-fisiche ben definite. Caratteristiche organolettiche Colore scuro (ambrato) e resta liquido a lungo; odore medio-intenso, caramellato e maltato; sapore poco dolce con aroma intenso fruttato-maltato. Caratteristiche microscopiche I principali tipi pollinici presenti in proporzioni variabili nei mieli di melata sono i seguenti: asparago selvatico (Asparagus acutifolius), rovo (Rubus ulmifolius), umbrellifere, leguminose varie, ecc.; tra le specie prive di nettare ma dove si produce periodicamente abbondante melata vanno ricordate le querce. Il prodotto risulta essere, inoltre, più ricco di sali minerali rispetto al miele di nettare. Local food and wine Culinary traditions and DOC wines READ AND WATCH Food and wine Land and sea both hold a number of local culinary traditions. From the land, the peculiar mixed flower honey, extra virgin olive oil and wine produced with Montepulciano and Sangiovese grapes. From the sea, fish and the famous mussles (known as ‘moscioli’), drawn from the crystal waters around Mount Conero. Conero is also known as a land of wines and vineyards, in particular the Rosso Conero. The territory is geologically perfectly adapted to the growing of red grapes with a peculiar microclimate driven by sea breezes which renders its vines particularly productive. Wine Wine production in the area around Conero has its roots in the 10th century, started by the Etruscans. From here local viticulture has grown steadily over the years, constantly developing the quality of Conero wines. The Rosso Conero today is made principally from the Montepulciano grape, although Sangiovese may also be added in a proportion of up to 15%. Almost all producers, however, use only Montepulciano. The growing region is the promontory of Mount Conero itself on the Adriatic coast southeast of Ancona, and the surrounding hillsides. This area spans seven different municipalities: Ancona, Camerano, Numana, Offagna, Sirolo and in particular Castelfidardo and Osimo with a total of around 200 hectares of vineyards. A peculiar niche with highly particular soil characteristics with the chalk marl around the Mount’s foothills, the clay of Camerano and Osimo and the sandy earth around Offagna. A climate characterised by dry summers and temperate autumns certainly assits in the production of this delightful red nectar. The consortium entrusted with the custody of the Rosso Conero was founded in 1966, made up of local producers. DOC (‘Denominazione di Origine Controllata’) recognition was awarded in 1967 and soon after the category ‘Riserva’ was added, which requires a minimum two years of ageing, starting from the end of March in the year following grape harvesting. Additional DOCG (DOC ‘Garantita’) status has also since been awarded to the wine. Rosso Conero has a deep ruby red colour with aroma infused with red fruits including blackberry and cherry, with spicy notes. Minimum alcohol content starts from from 11.5% (although with the Riserva wine requiring 12.5%). It is recommended to be drunk after at least two or three years of ageing, with the structure of the wine also rewarding longer conservation, six or seven years at least for the Riserva. It goes well with the tasty local Marchegian salamis, with any meat based pasta, game and roasted meats as well as local pecorino cheese. Mixed flower honey This honey is obtained by bees processing nectar collected from several different botanical species, giving the final product a number of particular organoleptic qualities (sensory properties involving taste, colour and odour). Organoleptic features: crystallized with a colour ranging from clear to beige, dark hazel and sometimes with yellow shades of varying intensity (depending on the concentration of sunflower nectar); fragrance and aroma of medium intensity, fruity, straw-like, and floral in nature. Microscopic features: presence of leguminous plants like Hedysarum coronarium (a characteristic plant of the clay soils and honeys produced in Central-Southern Italy), white clover (trifolium repens), bird's foot trefoil (lotus corniculatus), alfalfa (medicago sativa), with sunflower (helianthus annuus), Asparagus acutifolius, elmleaf blackberry (rubus ulmifolius), crucifers, rhamnaceae, compositae, umbelliferae, annual hedgenettle (stachys annua), etc. Honeydew honey Honeydew is loved by bees, who harvest it from several vegetables and transform it into a very characteristic honey. Generally, it represents the second harvest, during the summer. It is a most distinctive product with well-defined microscopic organoleptic and chemical / physical features. Organoleptic features: a dark amber color and remains liquid for a long time, possessing a medium intensity caramelized and fruity scent without an overly sweet taste. Microscopic features: the main pollen types contributing to this honey, in varying proportions, are wild asparagus (Asparagus acutifolius), brambles (Rubus ulmifolius), umbelliferae and various leguminous plants; among the species without nectar but where abundant honeydew is produced, we must remind the oaks. The resulting product is much richer in mineral salts than nectar honey.

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