cultural territorial networks

museum heritage

 

2.1 Antiquarium Statale di Numana

 

I materiali proveniente dagli scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche nei Comuni di Sirolo e Numana sono esposti presso l'Antiquario Statale di Numana. Il Museo è organizzato su 4 piani, di cui due dedicati all’esposizione, che inquadra in una selezione di materiali rinvenuti sul promontorio del Conero - dal Paleolitico all’età romana - delle necropoli picene di Stirolo – Numana. Esse testimoniano il più importante e florido centro piceno conosciuto con oltre 2000 sepolture dal IX al III/II a.C.. Alla necropoli è dedicata la maggior parte del percorso organizzato con una serie cronologica di sepolture dall’VIII al III-II sec. a.C., tra cui spicca la Tomba della Regina, che ha restituito oltre 1700 ornamenti e 300 pezzi di suppellettili domestiche e simposiache di cui si presenta una significativa selezione assieme ai due carri – un calesse e una biga – che accompagnavano la defunta Antiquarium Statale Numana Via La Fenice, 4 - Tel. 071/9331162 Aperto tutti i giorni (8.30 - 19.30) tariffe ingresso: fino a 18 anni - gratuito 18 - 25 anni - € 1,00 26 - 65 anni - € 2,00 over 65 - gratuito The finds from the archaeological excavations carried out by the Archaeological Superintendency for the Marche in the municipalities of Sirolo and Numana are exhibited at the State Antiquariums of Numana. The museum is organised over 4 floors, of which 2 are dedicated to the exhibitions of a range of finds from the Conero promontory dating back from the Paleolithic age to the Roman times of the picene necropolises of Sirolo and Numana. They prove the existence of the most important and prosperous picene centre with over 2000 tombs from the 9th to the 3rd/2nd century b.c.. The excursions to the tombs are mainly focused to the necropolis and are organised chronologically (from the 8th to the 3rd/2nd century b.c.). The most prominent find is the Tomb of the Queen with its 1700 ornaments and 300 domestic and symposial furnishings together with two kinds of chariot (a calash and a biga). State Antiquariums Via La Fenice, 4 - Tel. +39 071/9331162 Open every day (8.30 - 19.30) Costs: under 18 years old - free 18 - 25 years old - € 1,00 26 - 65 years old - € 2,00 over 65 years old - free.

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2.2 Area Archeologica "I Pini"

 

L' Area Archeologica "I Pini" è ritenuta una delle più importanti necropoli picene. Scoperta nel corso di alcuni scavi condotti nel 1989, vi sono state rinvenute tombe risalenti ad un periodo compreso tra il VI ed il IV secolo a.C. La scoperta ad oggi più senzazionale è quella relativa alla tomba gentilizia ad anello detta della 'Regina picena di Numana e Sirolo', contenente un carro piceno con ruote e telaio quasi intatti, oltre a corredi di notevole pregio, ora conservati nell' Antiquarium Statale di Numana in via la Fenice. Per info e visite : AntiquariUM Statale di Numana Via la Fenice, 4 Numana Tel. 071/9331162“I Pini”Archaeological Site Via Molini Seconda, Sirolo The Archaeological site of “I Pini” (‘the pines’) is one of the most important picene necropolises. Discovered during excavation in 1989, this contained tombs dating from between the 6th and 4th century b.c.. One of the most sensational discoveries was a large ringed tomb of a picene queen which contained a picene chariot as well as clothing of great value that is now conserved within the antiquarium of Numana. Info and Guided Tours State Antiquarium of Numana Via la Fenice, 4 Numana Phone: +39 071/9331162.

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2.3 Le Grotte di Camerano

 

Le Grotte di Camerano Una caratteristica di Camerano sono le numerose grotte scavate nel suo sottosuolo, cioè nelle arenarie compatte risultanti dalle sabbie calcaree plioceniche. Queste grotte, già note nel passato, rivelano una rete ipogea ad andamento labirintico con vari ingressi e, nella maggior parte dei casi, comunicanti fra loro. Sono scavate prevalentemente nel sottosuolo del centro storico, nell'area compresa tra la Piazza, le vie Maratti e San Francesco sotto il" cosiddetto "Sassone", rupe sulla quale sorgevano il più antico nucleo della città murata ed il castello. Da molti si è ritenuto che le grotte di Camerano non fossero altro che semplici cave di arenaria, e, può aver indotto in tale errore, la palese utilizzazione del materiale estratto per la costruzione delle prime abitazioni. Ma anche una sommaria esplorazione delle stesse fa escludere questa ipotesi. Infatti, su almeno quindici grotte esaminate nell'area più antica, soltanto una ha l'aspetto evidente di una cava; tutte le altre presentano rifiniture, decorazioni e particolari "architettonici" tali da far cadere questa interpretazione data ad esse da alcuni autori nel passato (Donzelli, De Bosis, Procaccini Ricci), che hanno dedicato qualche cenno a questa caratteristica del sottosuolo cameranese. Alcuni ambienti sotterranei presentano addirittura l'aspetto di chiese con volte a botte, a cupola o a vela e sono decorati con simboli religiosi o altri fregi a bassorilievo. Per quanto riguarda l'epoca della loro realizzazione, le grotte di Camera no, così come oggi appaiono, si presume che siano state scavate nel XIV secolo (un pilastro porta incisa la data 1327), ma non è da escludere che esse siano successivi ampliamenti di più antichi ricoveri, luoghi di culto ed opere difensive dei primi abitatori del colle di Camerano, come alcuni elementi superstiti lasciano supporre. In una lapidina, proveniente dalla cosiddetta grotta Costantini, è scritto: "Opus hoc spectabile mira structura extruxit Caesar Todinus nobilis anconitanus anno MDCXXV", ma è da escludere che la lapide si riferisse alle grotte, nelle quali può essere finita accidentalmente. Altre date presenti nelle grotte sono il 1626 ed il 1888. Dalle loro caratteristiche, gli ipogei sembrano essere stati scavati (o ampliati, se preesistenti) in epoca medioevale, per offrire rifugio alla popolazione e vettovaglie contro le numerose scorrerie da parte di eserciti e bande armate. Una riprova recente di questa loro principale destinazione è data dall'uso di ricovero che ne è stato fatto nel 1944, in occasione degli eventi bellici di quel periodo, offrendo rifugio e nascondiglio alla maggior parte della popolazione cameranese e di Ancona. Camerano Caves Another notable feature of Camerano is the numerous caves dug in its substratum, where the compacted sandstone creates chalky pliocene sands. This cave, notable far into the past, reveals an underground labyrinth with various entrances and communicating channels. They were excavated mostly underneath the historic centre in the area between the Piazza, via Maratti and via San Francesco underneath the so called “Sassone”, crags from which rose up the most ancient settlements of the walled city and the castle. Many once believed that the caves of Camerano were nothing more than simple sandstone caves, mined to support the construction of houses. But even a brief exploration of the caves rules out this hypothesis. In fact, of at least fifteen caves in the older part of the network only one had any evidence of use as a quarry; all the others contained peculiar decorations and architectural features to rule out this theory thanks to authors of the past (Donzelli, De Bosis, Procaccini Ricci) who dedicated long accounts to these aspects of the Camerano substratum. Many underground structures give the impression of a church, vaulted or domed and adorned with religious symbols. Given the age of their excavation (presumed today to be during the 14th century based on a pillar marked with the year 1327), this is not true for the Camerano caves. However, it cannot be excluded that they were subsequently expanded from older structures, used for religious purposes or defensive purposes by the first inhabitants of the hills of Camerano. In one stone, in the so-called Costantini cave, is written in latin “Opus hoc spectabile mira structura extruxit Caesar Todinus nobilis anconitanus anno MDCXXV” but it is impossible that the stone refers to the cave, in which it must have finished by accident. Other dates marked elsewhere in the cave are 1626 and 1888. From their characteristics, the caves appear to have been excavated (or expanded if they already existed) in the medieval era, to offer shelter to the population and protection against numerous incursions from aggressors. A more recent rediscovery of this purpose was during the pre war years in 1944, offering refuge and a hiding place for a large part of the population of Camerano and Ancona.

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