cultural territorial networks

museum heritage

 

 

I numerosi punti di interesse del Parco del Delta del Po E-R consentono al visitatore di approfondire gli aspetti culturali della zona, oltre che capire meglio l’immenso e straordinario patrimonio naturalistico del territorio.  Le dimore e i borghi più interessanti, da nord a sud dell’areale sono: l'imponente Castello di Mesola, situato a ridosso dell'argine destro del Po di Goro; l'Abbazia di Pomposa, il complesso monastico e il Palazzo della Ragione; Goro e Gorino, luoghi di partenza per le escursioni in battello; la cittadina di Codigoro, dominio prediletto degli abati di Pomposa; la città di Comacchio con alcuni pregevoli edifici (la Loggia dei Mercanti, la Chiesa del Carmine e il Loggiato dei Cappuccini) e il Trepponti, singolare architettura sull’acqua a cinque scalinate, costruito nel 1634 a difesa della città; oltre alla Manifattura dei Marinati, ex azienda Valli di Comacchio e sede del Centro Visita del Parco; i resti dell'antico insediamento di Spina; il Casino di Campotto ad Argenta, sede del Centro di Documentazione Storico-Naturalistica e l’Ecomuseo di Argenta, Centro Visita del Parco. E ancora: il Palazzone di Sant'Alberto con il Centro Visita legato alla conoscenza dell’avifauna del Parco, grazie alla splendida collezione donata da Brandolini; la Riserva Naturale di Alfonsine con il Museo "Vincenzo Monti"; la Basilica di Sant'Apollinare in Classe edificata nel VI secolo; i Magazzini del Sale e le Saline di Cervia dove è possibile osservare garzette, limicoli e anatidi, speculare, sotto l’aspetto legato alla tipologia di sale integrale, alla Salina di Comacchio.

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2.1 ECOMUSEO DI ARGENTA, MUSEO DELLE VALLI DI ARGENTA E MUSEO DELLA BONIFICA DI ARGENTA

 

L’Ecomuseo di Argenta è costituito da tre stazioni museali e una sezione naturalistica: Il Museo della Valli, il Museo della Bonifica , il Museo Civico e l’ Oasi di Val Campotto.

Il Museo delle Valli è posto all’interno del Casino di Campotto,  offre un percorso attraverso la storia e l’ambiente naturale caratteristico della bassa  pianura ferrarese.
Il Museo è il centro organizzativo di tutto l’ Ecomuseo di Argenta per servizi, informazioni, prenotazioni e visite guidate;  svolge inoltre attività di promozione e valorizzazione turistica del territorio, è Centro di Educazione Ambientale  riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna.
Il Museo delle Valli d'Argenta è la porta d’accesso verso le Valli, è un museo storico naturalistico che descrive attraverso immagini, oggetti e modelli la storia, la cultura, le tradizioni e la natura di questo territorio.

La sede del Museo è il Casino di Campotto è uno splendido edificio del ‘700 adibito a scopi agricoli e successivamente a casa di caccia,recuperato in modo da mantenerne l’aspetto originale, oggi il Museo è stato completamente rinnovato e inaugurato nel 2007, rispettando le finalità di divulgazione scientifica e storica.
Il Museo offre al piano terra una panoramica sulla storia del territorio, sulle bonifiche e sulla vita in valle, con un approfondimento sul lavoro delle erbe palustri, che si possono  trovare anche sull’argine del fiume Reno, per dare vita a degli oggetti veramente meravigliosi. L’arte degli stampi da caccia, tipici comacchiesi e tante altre opere d’arte che ci ricordano la vita di questo posto e le principali attività (la caccia, la pesca e l’agricoltura).
Al primo piano si trova la sezione dedicata all’ambiente naturale con un approfondimento sulle zone umide e sui 4 ambienti dell’Oasi: laminato, canneto, prato umido e bosco, senza dimenticare un accenno alle attività di conservazione  e tutela di ambienti delicati come questi.
Conclude la visita un filmato nella sala multisensoriale che offre al visitatore una immersione nella natura del parco con una suggestione di immagini dell’oasi nelle 4 stagioni, accompagnate da una splendida colonna sonora e da effetti speciali che rendono più vera la proiezione.

Allo sforzo plurisecolare dell'uomo per la difesa del territorio e per il governo delle acque si rivolge il Museo della Bonifica nelle Valli d'Argenta. I suoi elementi compositivi si integrano strettamente con le strutture dello stabilimento idrovoro Saiarino, cuore del sistema di bonifica tra i fiumi Reno e Sillaro. Il museo presenta il sistema generale, i manufatti, gli impianti e il loro funzionamento. Una mostra permenente, entro l'edificio della chiavica emissaria, offre informazioni storiche e tecniche, e la "Passeggiata Archeologica della Bonifica" una raccolta di macchine impiegate in passato. Il Museo si ispira all'unità intrinseca fra i documenti della natura e dell'uomo e accosta i materiali dell'archeologia industriale alle moderne apparecchiature tecniche in attività. Si può visitare anche in tempi di emergenza, quando lo stabilimento e le opere di bonifica siano sollecitati da grandi piene: allora possibile osservare in diretta gli eventi minacciosi e le difese in funzione.

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2.2 MUSEO DELLE ERBE PALUSTRI DI VILLANOVA DI BAGNACAVALLO

 

L'Ecomuseo inizia la sua attività di ricerca e recupero nel 1985, con la finalità primaria di salvare e documentare un bagaglio di capacità e valori legati alla vita vissuta fra terra e valle. Particolare attenzione va alle antiche tecniche di lavorazione delle erbe palustri, sviluppatesi dal XIV secolo fino agli anni settanta, nella piccola comunità di Villanova di Bagnacavallo.

L'opera di ricerca, portata avanti dal gruppo di ricerca dell'Associazione Culturale Civiltà delle Erbe Palustri, evidenzia l'esigenza di non disperdere una varietà di tecniche di lavorazione di valore estremo, patrimonio generazionale che, estinguendosi, porta con sé un'arte specifica, si potrebbe dire unica, di intrecciare e tramare le erbe di valle, con le sole mani o con l'ausilio di rudimentali attrezzi.

Il Centro recupera incastri, intrecci, tessiture, trame, torsioni, filature, realizzati con le vegetazioni spontanee delle zone umide, cioè erbe e legnami da utilizzo che crescevano nell'ambiente circostante.

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2.3 MUSEO DEL CERVO E DEL BOSCO DELLA MESOLA

 

Nella prestigiosa “delizia” estense, realizzata nel 1578 dal Duca di Ferrara Alfonso II, è attivo il Centro Visita e Centro di Educazione Ambientale che, attraverso diverse sezioni (sala geologica, la valle salmastra, i sentieri, il microcosmo) propone una lettura multidisciplinare dell’areale deltizio. Il Museo del Cervo rappresenta l'evoluzione del territorio mesolano, nonché le sue caratteristiche ambientali più salienti, tra cui spicca il Gran Bosco della Mesola, foresta litoranea relitta ancora oggi popolata dal mitico Cervo delle Dune.

Il Museo del Cervo rappresenta l'evoluzione del territorio mesolano, nonché le sue caratteristiche ambientali più salienti, tra cui spicca il Gran Bosco della Mesola, foresta litoranea relitta ancora oggi popolata dal mitico Cervo delle Dune, presentati attraverso l'elaborazione dei dati scientifici più recenti.

Questo Museo è nel contempo un omaggio al territorio e un fervido invito a scoprire sul campo la ricchezza di storia, cultura, tradizioni, natura e sapori che vi si celano

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