cultural territorial networks

environmental heritage

 

 

I numerosi punti di interesse del Parco del Delta del Po E-R consentono al visitatore di approfondire gli aspetti culturali della zona, oltre che capire meglio l’immenso e straordinario patrimonio naturalistico del territorio.  Le dimore e i borghi più interessanti, da nord a sud dell’areale sono: l'imponente Castello di Mesola, situato a ridosso dell'argine destro del Po di Goro; l'Abbazia di Pomposa, il complesso monastico e il Palazzo della Ragione; Goro e Gorino, luoghi di partenza per le escursioni in battello; la cittadina di Codigoro, dominio prediletto degli abati di Pomposa; la città di Comacchio con alcuni pregevoli edifici (la Loggia dei Mercanti, la Chiesa del Carmine e il Loggiato dei Cappuccini) e il Trepponti, singolare architettura sull’acqua a cinque scalinate, costruito nel 1634 a difesa della città; oltre alla Manifattura dei Marinati, ex azienda Valli di Comacchio e sede del Centro Visita del Parco; i resti dell'antico insediamento di Spina; il Casino di Campotto ad Argenta, sede del Centro di Documentazione Storico-Naturalistica e l’Ecomuseo di Argenta, Centro Visita del Parco. E ancora: il Palazzone di Sant'Alberto con il Centro Visita legato alla conoscenza dell’avifauna del Parco, grazie alla splendida collezione donata da Brandolini; la Riserva Naturale di Alfonsine con il Museo "Vincenzo Monti"; la Basilica di Sant'Apollinare in Classe edificata nel VI secolo; i Magazzini del Sale e le Saline di Cervia dove è possibile osservare garzette, limicoli e anatidi, speculare, sotto l’aspetto legato alla tipologia di sale integrale, alla Salina di Comacchio.

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1.1 ITINERARI NEI SITI DI ECCELLENZA DEL PARCO, COMACCHIO E LE SUE VALLI

 

Le Valli di Comacchio nacquero intorno al X secolo a causa dell'abbassamento del suolo e dell'impaludamento della zona costiera. Inizialmente le Valli erano riempite di acqua dolce, che proveniva dalle ricorrenti alluvioni dei fiumi. A partire del XVI secolo si riempirono progressivamente di acque marine, fornendone l'aspetto, che conservano ancora oggi, di valli salmastre.

L'estensione delle Valli, circa 73.000 ettari, venne progressivamente ridotta a seguito di varie bonifiche.
Il territorio s'estende attualmente per oltre 13.000 ettari, da Comacchio al fiume Reno.
Si tratta di un complesso lagunare e palustre che copre 4 valli: Lido di Magnavacca, Fossa di Porto, Campo e Fattibello.
Le valli costituiscono una delle zone umide più estese in Italia.

E’ possibile visitarle in barca, circondati da migliaia di uccelli, tra cui i fenicotteri rosa, allo scoperta dei luoghi dedicati alla pesca e di un ambiente insolito e suggestivo. Lungo il percorso sarà possibile ammirare gli antichi Casoni, con gli arredi originali, le attrezzature da lavoro dei vallanti e gli impianti da pesca tradizionali, fedelmente ricostruiti con l’utilizzo delle canne palustri.

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1.2 IL RENO E BOSCOFORTE

 

L’itinerario, percorribile a piedi, in bicicletta e in pulmino elettrico, parte dal Centro Visita Palazzone di Sant’Alberto, edificio dei primi decenni del Cinquecento, nel comparto sud “Valli di Comacchio”, che identifica il borgo omonimo come un’enclave estense (oggi Sito Unesco), in territorio ravennate, connotante le caratteristiche insediative peculiari, derivanti dalle divagazioni fluviali del Reno e del Lamone.

Dal Palazzone, attraversando con il traghetto Sant’Alberto, si giunge all’argine del Reno, che costeggia il limite meridionale delle Valli di Comacchio. Lo splendido paesaggio include la penisola di Boscoforte, piccola penisola di grande valore naturalistico a cavallo fra le province di Ferrara e Ravenna, e una straordinaria varietà di uccelli che qui sostano o si riproducono.
Luogo suggestivo e incontaminato, caratterizzato da una notevole varietà di ambienti, 
con zone di acqua dolce e di acqua salmastra che richiamano un'avifauna ricca e numerosa, rappresenta un luogo privilegiato per la sosta e la nidificazione di volpoche, avocette, spatole e fenicotteri. Da quì si può procedere verso la Riserva Naturale di Alfonsine, rifugio per numerose specie animali e vegetali, minacciate dal progressivo deterioramento degli habitat necessari alla loro vita, oppure andare nella direzione opposta, verso la Stazione Oasi di Volta Scirocco, il cui percorso, che comincia all’altezza di Boscoforte, si snoda per circa 6,5 chilometri di lunghezza nel perimetro vallivo. Dai capanni attrezzati della tranquilla golena di Volta Scirocco è possibile osservare, tra gli altri, spatole, aironi rossi, cavalieri d’Italia e canapiglie.

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1.3 LE VALLI DI ARGENTA

 

Ove, un tempo, si estendevano plaghe malsane, l’Oasi di Val Campotto, riconosciuta zona umida di interesse internazionale dalla convenzione di Ramsàr  e stazione del Parco del Delta del Po dell’Emilia Romagna, offe al turista e allo studioso un affascinante paesaggio ricco di presenze vegetali e animali, che popolano habitat in qualche modo evocativo degli originari ambienti naturali.

Tappeti galleggianti di ninfee si alternavano alle distese di genziane d’acqua e canne palustri e ai prati umidi a grandi carici; svettano le molte specie arboree del bosco igrofilo del Traversante; nelle acque , nel cielo nei dossi pesci uccelli stanziali e migratori e altri animali testimoniano la vita della palude.

Il percorso turistico è legato ad un paesaggio costruito ed urbano, l’idraulica e la bonifica, per comprendere come il territorio si sia modificato nel corso dei secoli. Questi argomenti introducono il concetto di bonifica e i vari metodi con cui essa era praticata nei diversi periodi fino ai giorni nostri.

Visite guidate all’impianto idrovoro sono contemplate per approfondire la bonifica meccanica attuale.

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